L’incontro a sorpresa con il Presidente della Repubblica austriaca

Metti un Presidente a passeggio. E non un presidente qualsiasi, addirittura quello della Repubblica del Paese che ti sta ospitando in occasione del viaggio d’istruzione.
È quanto capitato alle classi Terze SS1G dell’Istituto Facchetti in quel di Vienna, capitale della Repubblica Federale austriaca nonché città evocativa di storia imperiale, allo stesso tempo temporale e spirituale.
E ora i fatti: in attesa della visita al Museo del Tesoro e di vedere in corone, paramenti e gioielli l’incarnazione dei secoli nel loro dipanarsi, gli alunni stavano attraversando la Piazza degli Eroi antistante l’Hofburg in direzione del monumento all’imperatrice Elisabetta di Baviera, moglie di Francesco Giuseppe, meglio nota come Sissi.
Proprio in quel momento un distinto signore, accompagnato da due guardie del corpo, stava tranquillamente portando a spasso il cane.
Con grande stupore la guida ha annunciato che si trattava del Presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen “impegnato” nella quotidiana passeggiata col suo amato quadrupede.
Tempo di rivolgere un rispettoso saluto a una così alta figura istituzionale ed è stato il Presidente stesso a rompere l’imbarazzo e chiedere ai ragazzi la provenienza.
Ottenuta la risposta praticamente in coro (nell’ordine: “Italia, Bergamo, Treviglio!”), il Capo dello Stato è esploso in un sorriso entusiasta e ha gentilmente chiesto agli alunni di essere ambasciatori di un caro saluto al Presidente della Repubblica italiano, tessendo un elogio di Sergio Mattarella quale leader politico prezioso per l’Italia e per l’Europa.
Emozionati per l’inaspettato incontro e consci dell’importanza della missione assegnata (quello che in gergo diplomatico potrebbe chiamarsi un incarico di rappresentanza), gli studenti si sono rispettosamente congedati e hanno lasciato il Presidente Van der Bellen ai suoi compiti “istituzionali” (sapendo che ben altri impegni lo avrebbero atteso una volta tornato a palazzo).
Cento anni fa circa, per una sciagurata scintilla, la Grande Guerra contrappose Austria e Italia, allora rispettivamente impero e monarchia in una faticosa fase di consolidamento degli ideali illuministici (la libertà in primis).
Oggi, per una fortunata coincidenza, l’occasione per le classi Terze di essere portavoci di dialogo e pace in una faticosa fase di mantenimento di quegli stessi ideali illuministici già duramente provati tra gli anni ’20 e ’40 del secolo scorso.
L’incredibile esperienza prenderà la forma di una lettera scritta dai ragazzi al Presidente Mattarella (la parola data è la parola data!) e di un’altra missiva di ringraziamento indirizzata al Presidente Van der Bellen per l’ospitalità e la fiducia concessa.
A volte la Storia passa per la mano di chi, per ragioni di età, deve ancora viverla.
È proprio vero, parafrasando De Gregori che “La Storia siamo noi, siamo noi Presidenti (padri) e alunni (figli)…”
Prof. Davide Ferrari

