Filosofia e fisica al Liceo: Democrito, Heisenberg e il senso dello studio

Cosa lega Democrito, filosofo greco del V secolo a.C., al fisico quantistico Werner Heisenberg, che ha vissuto oltre due millenni dopo, nel Novecento? La risposta si trova nel cuore di una stimolante lezione tenutasi recentemente in una classe del Liceo Scientifico Facchetti di Treviglio.
La Ricerca del Senso tra Caso e Atomi
Il percorso di riflessione è iniziato con il pensiero di Democrito (V secolo a.C). Per primo, egli “immaginò che tutto fosse composto da minuscole particelle invisibili, gli atomi, che si muovono nel vuoto in modo casuale”. Una visione rivoluzionaria che vedeva la “natura come meccanismo, non più come mistero”.
Il viaggio è poi proseguito con la prospettiva moderna di Werner Heisenberg (1901-1976). Tra i padri della meccanica quantistica, col suo Principio di Indeterminazione, Heisenberg “mette in crisi l’idea di una realtà prevedibile, dominata da leggi rigide”.
Ma il vero incontro avviene in aula
Diciotto studenti di 3° Scientifico hanno vissuto una lezione a due voci, tra filosofia e fisica, con una stessa domanda che attraversa i secoli: se il mondo è mosso dal caso, ha ancora senso studiarlo?
Da Democrito a Heisenberg, la riflessione scientifica cambia, ma la ricerca di senso resta.
E quando la filosofia e la scienza si incontrano in classe, il pensiero torna vivo, curioso, condiviso.



